Storia del gianduiotto e ripasso del tempo passato remoto
Buongiorno cari amici e amanti dell’italiano e benvenuti alla seconda e penultima parte dedicata al cioccolato torinese.
Oggi parliamo di un cioccolatino che è uno dei simboli della città. Vi parlerò della sua storia, vi dirò alcune curiosità e poi prendiamo il testo per ripassare un tempo grammaticale, il passato remoto.
Il passato remoto non è molto amato dagli studenti e vi posso dire già da adesso che è un tempo che non si usa molto nella lingua parlata. Si preferisce infatti usare il passato prossimo, infatti il passato remoto ha la stessa funzione del passato prossimo, ma mentre il passato remoto è un tempo semplice, cioè fatto solo da una parola, da un verbo, il passato prossimo è un tempo composto, cioè ha un ausiliare, che può essere „esser o avere“ e un participio passato.
La funzione è la stessa, si usa per azioni concluse nel passato che non hanno più nessuna relazione con il presente.
È bene conoscere questo tempo però perché è una forma più elegante ed è usato nei romanzi, nelle spiegazioni nei musei, nelle biografie. È una forma più bella, ma quando parliamo non lo usiamo tanto, almeno al nord Italia.
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